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Tuesday, 31 August 2010 12:32

Sperlonga

 

Nel Lazio non c'è solo la capitale. Ci sono anche monti e colline, pianure coltivate e borghi dalla storia millenaria, spiagge assolate e splendide isole, laghi e vallate. E’ una terra che unisce i due volti così differenti della nostra penisola, terra da scoprire, da conoscere, da apprezzare. Il suo lembo più a sud, quello che si spinge fino alle soglie della Campania settentrionale, è la terra di Latina, zona di ampie campagne, spiagge e borghi arroccati sul mare. Gaeta e Sperlonga appartengono al meglio di questo angolo di Lazio, due dei gioielli di questa regione, baluardi sul mare. Da queste parti la parlata è già quella meridionale e tanto di meridione si respira per vicoli e strade. Napoli è infatti più vicina di quanto realmente la mappa indichi.

VENERDÌ SERA A SPERLONGA
Sono le grandi distese coltivate ad accompagnarci alla volta dell’estremo sud del Lazio. E’ Terracina l’ultimo importante centro sulla strada che dal capoluogo, Latina, porta alla Riviera d’Ulisse, che unisce i borghi dell’estremo litorale meridionale laziale: Gaeta, Formia, Minturno e Sperlonga. Non si vede il mare in questo tratto della strada statale Flacca che taglia in due distese coltivate e che da Terracina porta fino a Formia. Lasciata la Flacca ci si addentra in Sperlonga.
Non può che essere il litorale la meta della serata. Mentre il sole abbraccia lentamente il mare si gusta una buona frittura di alici, calamari e gamberi bianchi da accompagnare con un buon vino bianco locale, magari un Cori oppure un Velletri bianco. Poi una passeggiata lungo le rive del Tirreno tra le luci di Sperlonga.


SABATO A SPERLONGA
Può cominciare con pane, pomodoro, sale, olio e basilico la giornata a Sperlonga, questo gioiello della Riviera d’Ulisse dove si respira l’aria del sud. Colazione sostanziosa e anche un tantino insolita per meglio affrontare la passeggiata alla scoperta dell’antico borgo che, arroccato su uno sperone di roccia, domina le grandi distese pianeggiati della costa pontina.
Quella di Sperlonga è una storia di scorrerie ed aggressioni, luogo ambìto da Saraceni e Turchi ma anche apprezzato e valorizzato dai Romani, innamorati dal suo bellissimo litorale, dove Tiberio vi fece costruire una sua residenza. Nel suo cuore storico ci si deve lasciar trascinare dalla curiosità, dall’incanto dei suoi pittoreschi vicoli, dalle sue piazzette, dai suoi archi e dalle sue scalette. Dalla struttura tipicamente medioevale, Sperlonga è un susseguirsi di salite e discese, un continuo svelare panorami e scorci caratteristici, arricchiti dal contrasto dei colori del mare, dalla vegetazione e dalla luce, protagonista di questo angolo di Tirreno che si affaccia sull’arcipelago ponziano.


Un tempo castello chiuso, a Sperlonga si accede oggi da Porta Carrese e da Porta Marina, le principali vie d’accesso al borgo. Una volta entrativi è difficile non lasciarsi trascinare dalle emozioni e dalle caratteristiche botteghe che si mescolano agli scorci affrescati, alle tortuose straducole che si perdono nel borgo. Da vedere nel centro storico la chiesa di Santa Maria, già esistente nel XII secolo, con l’interno a due navate, che custodisce presso l’altare maggiore una tela raffigurante l’Assunta. Pranzo leggero, magari da godere con vista sul Tirreno, con insalata di mare con sedano bianco di Sperlonga, tipicità locale, e olive della vicina Gaeta, per proseguire con un’insalatina con tonno affumicato e ricotta di bufala.


Pomeriggio di cultura presso il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, che propone materiale proveniente dalla vicina grotta di Tiberio, tra cui la statua di Odisseo, del II secolo d.C., quella di Ganimede, anch’essa del II secolo d.C., il gruppo di Polifemo in marmo, una ricca collezione scultorea, tra cui ritratti di personaggi imperiali, statue, immagini di divinità, oggetti di bronzo, terrecotte, suppellettili in ceramica.
Tardo pomeriggio a passeggio al porticciolo, all’ombra del borgo antico, per respirare ancora il profumo del mare e alimentare l’appetito con i profumi dei ristorantini. Paccheri di Gragnano con cozze sperlongane e pecorino Itrano e un involtino di orata e melanzane ripieno di gambero rosso sono le prelibate pietanze da assaporare con lo sguardo appoggiato sull’orizzonte.

 

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