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Le Camere Pinte

Le Camere Pinte

La soluzione ideale per dormire e visitare Sermoneta il suo Centro Storico ed il Castello Caetani... i vicini "Giardini di Ninfa", la Riviera di Ulisse...

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Nel Lazio non c'è solo la capitale. Ci sono anche monti e colline, pianure coltivate e borghi dalla storia millenaria, spiagge assolate e splendide isole, laghi e vallate. E’ una terra che unisce i due volti così differenti della nostra penisola, terra da scoprire, da conoscere, da apprezzare. Il suo lembo più a sud, quello che si spinge fino alle soglie della Campania settentrionale, è la terra di Latina, zona di ampie campagne, spiagge e borghi arroccati sul mare. Gaeta e Sperlonga appartengono al meglio di questo angolo di Lazio, due dei gioielli di questa regione, baluardi sul mare. Da queste parti la parlata è già quella meridionale e tanto di meridione si respira per vicoli e strade. Napoli è infatti più vicina di quanto realmente la mappa indichi.

VENERDÌ SERA A SPERLONGA
Sono le grandi distese coltivate ad accompagnarci alla volta dell’estremo sud del Lazio. E’ Terracina l’ultimo importante centro sulla strada che dal capoluogo, Latina, porta alla Riviera d’Ulisse, che unisce i borghi dell’estremo litorale meridionale laziale: Gaeta, Formia, Minturno e Sperlonga. Non si vede il mare in questo tratto della strada statale Flacca che taglia in due distese coltivate e che da Terracina porta fino a Formia. Lasciata la Flacca ci si addentra in Sperlonga.
Non può che essere il litorale la meta della serata. Mentre il sole abbraccia lentamente il mare si gusta una buona frittura di alici, calamari e gamberi bianchi da accompagnare con un buon vino bianco locale, magari un Cori oppure un Velletri bianco. Poi una passeggiata lungo le rive del Tirreno tra le luci di Sperlonga.


SABATO A SPERLONGA
Può cominciare con pane, pomodoro, sale, olio e basilico la giornata a Sperlonga, questo gioiello della Riviera d’Ulisse dove si respira l’aria del sud. Colazione sostanziosa e anche un tantino insolita per meglio affrontare la passeggiata alla scoperta dell’antico borgo che, arroccato su uno sperone di roccia, domina le grandi distese pianeggiati della costa pontina.
Quella di Sperlonga è una storia di scorrerie ed aggressioni, luogo ambìto da Saraceni e Turchi ma anche apprezzato e valorizzato dai Romani, innamorati dal suo bellissimo litorale, dove Tiberio vi fece costruire una sua residenza. Nel suo cuore storico ci si deve lasciar trascinare dalla curiosità, dall’incanto dei suoi pittoreschi vicoli, dalle sue piazzette, dai suoi archi e dalle sue scalette. Dalla struttura tipicamente medioevale, Sperlonga è un susseguirsi di salite e discese, un continuo svelare panorami e scorci caratteristici, arricchiti dal contrasto dei colori del mare, dalla vegetazione e dalla luce, protagonista di questo angolo di Tirreno che si affaccia sull’arcipelago ponziano.


Un tempo castello chiuso, a Sperlonga si accede oggi da Porta Carrese e da Porta Marina, le principali vie d’accesso al borgo. Una volta entrativi è difficile non lasciarsi trascinare dalle emozioni e dalle caratteristiche botteghe che si mescolano agli scorci affrescati, alle tortuose straducole che si perdono nel borgo. Da vedere nel centro storico la chiesa di Santa Maria, già esistente nel XII secolo, con l’interno a due navate, che custodisce presso l’altare maggiore una tela raffigurante l’Assunta. Pranzo leggero, magari da godere con vista sul Tirreno, con insalata di mare con sedano bianco di Sperlonga, tipicità locale, e olive della vicina Gaeta, per proseguire con un’insalatina con tonno affumicato e ricotta di bufala.


Pomeriggio di cultura presso il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, che propone materiale proveniente dalla vicina grotta di Tiberio, tra cui la statua di Odisseo, del II secolo d.C., quella di Ganimede, anch’essa del II secolo d.C., il gruppo di Polifemo in marmo, una ricca collezione scultorea, tra cui ritratti di personaggi imperiali, statue, immagini di divinità, oggetti di bronzo, terrecotte, suppellettili in ceramica.
Tardo pomeriggio a passeggio al porticciolo, all’ombra del borgo antico, per respirare ancora il profumo del mare e alimentare l’appetito con i profumi dei ristorantini. Paccheri di Gragnano con cozze sperlongane e pecorino Itrano e un involtino di orata e melanzane ripieno di gambero rosso sono le prelibate pietanze da assaporare con lo sguardo appoggiato sull’orizzonte.

 

Nel territorio del comune di Veroli, a 9 km dal centro, sulla via Maria, - raggiungibile facilmente anche dall'autostrada Frosinone-Sora - sorge l'abbazia di Casamari. Essa fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano denominato Cereatae, perchè dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria del console romano Caio Mario, celebre condottiero, nemico di Silla.

xInfo Visita: http://www.casamari.it

 

Ponza, una delle isole più belle del Mediterraneo. A cinquanta chilometri dal litorale del basso Lazio, situata nel golfo di Gaeta, è la principale dell'arcipelago Ponziano, di origine vulcanica, costituito da altre cinque isole, quella di Zannone, quella di GaviPalmarola, e quelle di VentoteneSanto Stefano. Apprezzata per la sua bellezza fin dai tempi dei romani, Ponza è oggi ambita meta turistica per la bellezza del suo mare, per le sue straordinarie coste frastagliate e per la rigogliosa vegetazione del suo entroterra.
VENERDI SERA A PONZA
È posto ad anfiteatro il borgo di Ponza. Sono il bianco ed i colori delle facciate delle sue case e la cupola della parrocchia dei SS. Silverio, patrono dell’isola, e Domitilla a dominare la scena all’approdo. Ai traghetti che giungono dalle località del litorale laziale, nel porticciolo si uniscono i motoscafi e le tante barche tinta pastello.
Cena a due passi dal mare, in uno dei tanti ristoranti del borgo, magari con un piatto di spaghetti con bottarga di pesce spada da accompagnare con un buon vino bianco locale. Passeggiata serale con vista sul Tirreno, tra le luci del lungomare.
SABATO LA VISITA DEL BORGO
È l’orizzonte a rapire il primo sguardo della giornata, interrotto dal profilo delle altre isole dell’arcipelago. È la discreta vivacità del borgo ad animare la mattinata, che si apre con una passeggiata al porticciolo, poi tra le case colorate, gli edifici storici ed il reticolo di vicoli dell’interno che salgono verso la zona alta dell’abitato.
I dolci saliscendi svelano, ad ogni angolo, un susseguirsi di nuovi inaspettati scenari del capoluogo, nell’isola che fu antico dominio romano, teatro di occupazioni e scorrerie di saraceni e turchi, e, vista l’ubicazione geografica, spesso luogo di segregazione, anche nel Novecento quando i fascisti vi relegarono i loro oppositori.
Cuore religioso del borgo è la parrocchiale dedicata a San Silverio e Santa Domitilla, che custodisce la statua del santo, celebrato nel mese di giugno con manifestazioni e festeggiamenti.
E dopo la visita si ammirano splendidi, gli scorci che la costa orientale dell’isola propone dai vari affacci sul mare del capoluogo. La vista corre fino all’isola di Zannone, la più settentrionale dell’arcipelago, dal 1981 inserita nell’area del parco nazionale del Circeo. Disabitata per mancanza d’acqua dolce, vi restano ormai solo le rovine dell’antico convento di S. Benedetto.
Pranzo con un antipasto di mare, per proseguire con uno dei piatti tipici ponziani, la spigola all’acqua pazza e, per chiudere, un fresco sorbetto al limone. Dose di calorie adeguata ad affrontare un pomeriggio alla scoperta dell’entroterra.
VERSO IL MONTE GUARDIA
La fitta rete di sentieri che si inerpicano del cuore dell’isola consentono di apprezzare al meglio la flora e la fauna di questo piccolo paradiso nel cuore del Tirreno. Imperdibile meta escursionistica della zona sud è sicuramente il Monte Guardia, la cui cima, a 280 metri d’altitudine, è il punto più alto. Lasciate le case bianche dell’abitato il sentiero prosegue tra macchia mediterranea, profumi intensi e viste mozzafiato.
Lungo il percorso che porta alla cima vi sono i resti dell’antica necropoli di Bagno Vecchio e la bella chiesetta della Madonna della Civita. Al Monte Guardia non resta che godersi lo splendido panorama. Poi ritorno a Ponza per la cena. Una bella grigliata da accompagnare con un fresco vino bianco laziale aiuta a dimenticare le fatiche dell’escursione del pomeriggio ma non a cancellare il ricordo degli splendidi scenari naturali ammirati.
DOMENICA, GITA IN BARCA
Domenica in mare per godersi gli angoli più belli della costa che solo una gita in barca consente di scoprire. Si parte dal porticciolo e si inizia a costeggiare il lato orientale. Alla piccola frazione di Santa Maria, antico porto romano, succedono le Grotte Azzurre, lo scoglio di Caciocavallo e la bella spiaggia di Frontone.
Poi la baia del Fortino, la Piana Bianca che si accende di un bianco lucente con il cielo sereno. Si prosegue poi alla volta della Spiaggia del Core, che prende il nome da una roccia a forma di cuore ferito, fino a giungere all’Arco del Parroco, il faraglione all’ombra del quale ci si deve assolutamente concedere un bagno, tra acque cristalline e scorci mozzafiato.
Si riparte quindi alla volta di Cala d’Inferno, nei pressi della frazione Le Forna, ed all’Arco Naturale o Spaccapurpo, poi la Spiaggia dello Schiavone. L’estremità settentrionale dell’isola è divisa dalla vicina isola di Gavi, sperone roccioso con il punto più alto di 96 metri, da un canale di 130 metri di larghezza. Incantevoli poi le acque della spiaggetta di Cala Felce.
Pranzo veloce con un panino con vista sulle acque trasparenti, prima di ripartire alla volta del sud dell’isola, alla scoperta di altri angoli incantevoli, tra scogliere e vegetazione mediterranea.
Cala Fonte, Cala Cecata, Cala CavonePunta del Papa caratterizzano il primo tratto di percorso sulla costa occidentale.
Verso ovest è l’isola di Palmarola a rubare la scena, incantevole riserva naturale. Proseguendo lungo il litorale ponziano ecco gli incantevoli scorci regalati dalle rocce sul mare degli Scogli di Capo Bosco, dai Faraglioni di Lucia Rosa e dallo Scoglio dello Spumante.
Autentico scenario da film quello di Capo Bianco, roccia tufacea caratterizzata da grotte ed insenature, che Federico Fellini scelse per alcune scene del suo “Satyricon”. Bella anche la Grotta della Maga Circe che annuncia l’arrivo allo straordinario ed imponente anfiteatro di Chiaia di Luna, la più famosa spiaggia dell’isola, sovrastata da una falesia a picco sul mare che raggiungono i 100 metri d’altezza. Poi Faro e Punta della Guardia, il Bagno Vecchio, i Faraglioni del Calzone Muto e la Punta ed i Faraglioni della Madonna.
Ritorniamo a Ponza mentre il sole del tardo pomeriggio regala a quest’angolo di Mediterraneo i colori migliori del giorno. Dopo il tripudio di natura e colori, acque azzurre ed intensi profumi è ancora il sapore del pesce ad allietare l’ultimo pasto nel cuore di uno degli arcipelaghi più belli del mondo. Un buon piatto di penne alla ricciola, un assaggio di seppie alle erbe, con spinaci e mandorle, o una sostanziosa zuppa di pesce sono le appetitose alternative da godersi in uno dei ristoranti a due passi dal mare. Dolce goloso finale con la pastiera, mentre l’ultimo frammento del weekend naufraga nello splendido mare delle Ponziane sulle quali scende la notte.

 

Considerata una delle isole più belle del mondo, Palmarola, isola d’origine vulcanica del Mar Tirreno, attira ogni anno migliaia di turisti italiani e non, per via del mare cristallino, delle coste scolpite dal vento e per le rocce e le grotte che ne fanno un paesaggio naturale unico al mondo.

D’origine vulcanica, Palmarola si estende su un territorio di appena 1,3 kmq e le sue coste sono ricche di grotte ed insenature da visitare. Tra i più famosi esempi di bellezza naturale dell’isola troviamo la Cattedrale, roccia che riproduce una cattedrale gotica nella forma e nelle dimensioni. Anche Le Galere costituiscono uno scenario unico nel loro genere: gli scogli “macchiati” con ossidiana, vetro lavico di colore nero brillante, presentano uno spettacolo che nessun’altra isola del Tirreno può vantare.
Da visitare in barca la Grotta del Gatto: sito di interesse geologico con infiltrazioni d’acqua dolce, in cui si possono ammirare le colate laviche in contrasto con il colore chiaro della roccia.

L’isola ha subito varie trasformazioni dovute alle correnti e all’acqua marina e questo ha fatto sì che il territorio mantenesse il suo stato selvaggio, al riparo dall’intervento dell’uomo visibile solo nella zona del porto. È proprio qui che è possibile pernottare in una delle case-grotta, costruzioni antichissime tipiche dell’isola.

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gita fuori porta

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