Le Camere Pinte

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Mercoledì, 10 Novembre 2010 15:08

Parco Nazionale del Circeo

In qualunque zone vi troviate sulla costa sud del Lazio sarà impossibile per il vostro sguardo non imbattersi nel profilo del meraviglioso promontorio del Circeo. Un  monte di circa 540mt che si affaccia su un mare cristallino, immerso in uno spettacolare parco naturale e circondato da caratteristici paesini. Un luogo magnifico che da sempre è incontro tra

natura, storia e mito


Costa del Circeo


Istituito nel 1934, il Parco nazionale del Circeo, dista soli 100 Km da Roma e sorge nel tratto di litorale compreso tra Anzio e Terracina.

Da vedere
Durante i secoli il Circeo è stato prima una colonia romana, nel Medioevo, possedimento dei Templari, poi un feudo dei nobili Caetani e infine una roccaforte pontificia. 
Oltre ai resti dei vari periodi, a cominciare dai ritrovamenti preistorici presenti in diverse grotte, senza dubbio i tesori da vedere da queste parti sono quelli naturali. A cominciare dalle meraviglie del Parco, nato per tutelare un insieme di ambienti ed ecosistemi.
La Duna Litoranea del Parco Nazionale del Circeo, con la sua caratteristica forma a mezzaluna si estende lungo tutta la costa, da Sabaudia per 25 Km verso nord, fino a Capo Portiere. E' un ambiente unico in Italia e per questo è tutelato dall'Unione Europea. La spiaggia è formata da sabbie sottili e alle sue spalle si innalzano dune a tratti molto alte. 
Da visitare uno per uno anche i paesi che fanno parte del Parco, ognuno con caratteristiche che lo rendono unico con Latina, la cittadina più recente, ideale come punto di arrivo.

Sabaudia, una striscia di terra, tra il mare e i laghi, splendide le ville che si affacciano sul Tirreno. Magnifico poi San Felice Circeo, ricco di luoghi naturali ma anche di tesori antichi. Dal paese si gode di una vista splendida su tutto il golfo fino a Formia.


Da fare
Un'escursione nella Selva di Circe, uno dei rari esempi meglio conservati e più estesi di foresta di pianura esistente in Italia. Qui si possono osservare alcuni esemplari della fauna ospitata dal Parco come il cinghiale, oltre alla presenza della piscina detta "della Verdesca", relitto dell’antica palude pontina. 
Gli amanti del trekking troveranno numerosi sentieri da percorrere sul Monte Circeo.
A ridosso e parallelamente alla Duna Litoranea, si sviluppa un ambiente lagunare costituito da quattro laghi costieri in successione - il Lago di Sabaudia o di Paola, il lago di Caprolace, il Lago dei Monaci e il Lago di Fogliano. In queste zone si possono praticare numerosi sport acquatici, dal canottaggio alla vela. 
Tanti poi i luoghi in cui maneggiare calmi destrieri per lunghe passeggiate tra i boschi o sul lungomare.

Da non perdere
La festa del pesce azzurro che si tiene a settembre e quella di Santa Maria della Sorresca, il giorno dopo la Pentecoste. Per quest'ultima dalla chiesa di S.Felice Martire (nel centro storico) parte una processione, in cui si porta a spalla la statua della Madonna, che arriva fino a Sabaudia, sulle rive del Lago di Paola, dove è situato l'antichissimo santuario di Santa Maria della Sorresca. 

Una gita all'isola di Zannone che, oltre a far parte del Parco nazionale del Circeo, è una delle Isole Pontine, con Ventotene, Ponza, Palmarola, Santo Stefano e Gavi. E' la più settentrionale di tutte  e l'unica ad essere costituita da rocce vulcaniche e da rocce sedimentarie risalenti a oltre 200 milioni di anni fa.

Martedì, 31 Agosto 2010 12:39

Terracina

Terracina, sulla costa pontina in Provincia di Latina, è forse la più affascinante delle cittadine costiere del Lazio. Di lei si innamorò Goethe nel suo viaggio in Italia e sulla sua sommità salì Ulisse per guardarsi intorno e scorgere il profilo del Circeo abitato dalla Maga.

Terracina bassa ha un lungomare vivo in estate con chioschi e stabilimenti balneari, un viale piacevole con negozi, ristoranti e belle zone residenziali.

Terracina alta è il gioiello più bello di Terracina. Chiuse nelle antiche mura medievali ci sono i resti di un tempio romano, mosaici, un foro romano accanto al quale corre intatta la Via Appia antica, una cattedrale medioevale costruita con resti, statue e reperti romani e il basamento enorme di un tempio dedicato a Giove che guarda il mare. Terracina alta è anche il posto dove trovare enoteche, osterie e locali.

cosa vedere terracina

Di seguito 10 immagini e altrettanti luoghi speciali da vedere a Terracina che vi faranno innamorare perdutamente.

TEMPIO DI GIOVE ANXUR

A picco sul mare, sulla sommità del monte, veglia su Terracina un antico tempio romano dedicato a Giove. La sua vista dal basso fa pensare a racconti e leggende omeriche. Dal tempio la vista sul Golfo di Gaeta e sul Promontorio del Circeo è spettacolare.

Sul sito ufficiale del  Tempio di Giove Anxur. trovate tutte le info per visitarlo, è a pagamento.

Martedì, 31 Agosto 2010 12:32

Sperlonga

 

Nel Lazio non c'è solo la capitale. Ci sono anche monti e colline, pianure coltivate e borghi dalla storia millenaria, spiagge assolate e splendide isole, laghi e vallate. E’ una terra che unisce i due volti così differenti della nostra penisola, terra da scoprire, da conoscere, da apprezzare. Il suo lembo più a sud, quello che si spinge fino alle soglie della Campania settentrionale, è la terra di Latina, zona di ampie campagne, spiagge e borghi arroccati sul mare. Gaeta e Sperlonga appartengono al meglio di questo angolo di Lazio, due dei gioielli di questa regione, baluardi sul mare. Da queste parti la parlata è già quella meridionale e tanto di meridione si respira per vicoli e strade. Napoli è infatti più vicina di quanto realmente la mappa indichi.

VENERDÌ SERA A SPERLONGA
Sono le grandi distese coltivate ad accompagnarci alla volta dell’estremo sud del Lazio. E’ Terracina l’ultimo importante centro sulla strada che dal capoluogo, Latina, porta alla Riviera d’Ulisse, che unisce i borghi dell’estremo litorale meridionale laziale: Gaeta, Formia, Minturno e Sperlonga. Non si vede il mare in questo tratto della strada statale Flacca che taglia in due distese coltivate e che da Terracina porta fino a Formia. Lasciata la Flacca ci si addentra in Sperlonga.
Non può che essere il litorale la meta della serata. Mentre il sole abbraccia lentamente il mare si gusta una buona frittura di alici, calamari e gamberi bianchi da accompagnare con un buon vino bianco locale, magari un Cori oppure un Velletri bianco. Poi una passeggiata lungo le rive del Tirreno tra le luci di Sperlonga.


SABATO A SPERLONGA
Può cominciare con pane, pomodoro, sale, olio e basilico la giornata a Sperlonga, questo gioiello della Riviera d’Ulisse dove si respira l’aria del sud. Colazione sostanziosa e anche un tantino insolita per meglio affrontare la passeggiata alla scoperta dell’antico borgo che, arroccato su uno sperone di roccia, domina le grandi distese pianeggiati della costa pontina.
Quella di Sperlonga è una storia di scorrerie ed aggressioni, luogo ambìto da Saraceni e Turchi ma anche apprezzato e valorizzato dai Romani, innamorati dal suo bellissimo litorale, dove Tiberio vi fece costruire una sua residenza. Nel suo cuore storico ci si deve lasciar trascinare dalla curiosità, dall’incanto dei suoi pittoreschi vicoli, dalle sue piazzette, dai suoi archi e dalle sue scalette. Dalla struttura tipicamente medioevale, Sperlonga è un susseguirsi di salite e discese, un continuo svelare panorami e scorci caratteristici, arricchiti dal contrasto dei colori del mare, dalla vegetazione e dalla luce, protagonista di questo angolo di Tirreno che si affaccia sull’arcipelago ponziano.


Un tempo castello chiuso, a Sperlonga si accede oggi da Porta Carrese e da Porta Marina, le principali vie d’accesso al borgo. Una volta entrativi è difficile non lasciarsi trascinare dalle emozioni e dalle caratteristiche botteghe che si mescolano agli scorci affrescati, alle tortuose straducole che si perdono nel borgo. Da vedere nel centro storico la chiesa di Santa Maria, già esistente nel XII secolo, con l’interno a due navate, che custodisce presso l’altare maggiore una tela raffigurante l’Assunta. Pranzo leggero, magari da godere con vista sul Tirreno, con insalata di mare con sedano bianco di Sperlonga, tipicità locale, e olive della vicina Gaeta, per proseguire con un’insalatina con tonno affumicato e ricotta di bufala.


Pomeriggio di cultura presso il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, che propone materiale proveniente dalla vicina grotta di Tiberio, tra cui la statua di Odisseo, del II secolo d.C., quella di Ganimede, anch’essa del II secolo d.C., il gruppo di Polifemo in marmo, una ricca collezione scultorea, tra cui ritratti di personaggi imperiali, statue, immagini di divinità, oggetti di bronzo, terrecotte, suppellettili in ceramica.
Tardo pomeriggio a passeggio al porticciolo, all’ombra del borgo antico, per respirare ancora il profumo del mare e alimentare l’appetito con i profumi dei ristorantini. Paccheri di Gragnano con cozze sperlongane e pecorino Itrano e un involtino di orata e melanzane ripieno di gambero rosso sono le prelibate pietanze da assaporare con lo sguardo appoggiato sull’orizzonte.

 

Mercoledì, 10 Novembre 2010 15:08

Gaeta

 

GAETA
Si torna sulla statale Flacca e, lasciata Sperlonga, ci si sposta a Gaeta. A tratti il percorso svela bei panorami sul mare, fino a giungere a questa caratteristica lingua di terra che si insinua nel Tirreno. Come Sperlonga anche Gaeta fu meta di assalti e scorribande per secoli, fino a divenire poi roccaforte borbonica del Regno di Napoli tanto da conservare ancora oggi, nonostante sia terra laziale, uno spirito profondamente partenopeo.


Due sono le anime storiche della città. Gaeta vecchia e Gaeta borgo, un tempo divise dalle mura medioevali abbattute nel 1960 dall’allora amministrazione comunale. Per respirare al meglio la città e la sua cultura cittadina è ideale una passeggiata mattutina sull’arioso lungomare Caboto che ci consente di scoprire la chiesa della SS. Annunziata, a navata unica divisa in quattro campate coperte da volte a crociera, con il pavimento che presenta gli stemmi della città. Imperdibile la Grotta d’Oro o cappella dell’Immacolata, parte della chiesa dell’Annunziata, opera rinascimentale del 1531 dalle splendide dorature nel soffitto a cassettoni e nelle cornici alle pareti. Inoltrandosi nella Gaeta vecchia ecco la Cattedrale dominata dallo splendido campanile del XII secolo, considerato uno dei più belli d’Italia.
Pranzo con la tipica Tiella di Gaeta con ripieno di polpo lessato, pomodo e peperoncino piccante, oppure farcita con alici e scarola.
Primo pomeriggio lontano dal vociar dei vicoli della città vecchia. Si sale alla volta del castello. Sulla strada c’è la chiesa di San Francesco, eretta nella seconda metà dell’Ottocento in stile ecclettico, dalla bella doppia scalinata e dai maestosi interni. 



Due complessi distinti compongono il castello, principale espressione della lunga storia di assedi e battaglie che caratterizzano la storia della città. Il castello Angioino, risalente al 1289, con quattro torri angolari, carcere di massima sicurezza per detenuti del calibro di Kappler ed i nazisti di Marzabotto e delle Fosse Ardeatine, ed oggi sede dell’Università di Cassino, ed il castello Aragonese, risalente al 1436, dove fu “trattenuto” Giuseppe Mazzini alla vigilia della breccia di Porta Pia. Seconda parte del pomeriggio da dedicare alla bella Pinacoteca comunale d’arte contemporanea “Giovanni da Gaeta”, dov’è possibile apprezzare opere di Ladislas Kijno, Alberto Magnelli, Hans Hartung ed una preziosa collezione di opere d’artisti nazionali tra cui Ennio Calabria, Nunzio Bibbò, Mario Persico, Carlo Montarsolo, Giancarlo Isola e Gabriele Cena.


Sono le specialità e le golosità della tavola cittadina ad allietare la cena serale in questo angolo della Riviera d’Ulisse. La straordinaria bufala campana Dop, prodotta anche nel basso Lazio, l’ottima ricotta di bufala e la saporita salsiccia al coriandolo di Monte San Biagio cucinata alla brace da accompagnare da un buon vino rosso locale, magari il rosso di Terracina. E’ la brezza di questo angolo di Tirreno ad accarezzare la pace di quest’ultimo frammento di weekend in questo angolo di Lazio che ha ancora tanto da raccontare.

L'EVENTO
Dal 22 aprile al primo maggio 2016, è in programma a Gaeta Yacht Med Festival, una "fiera Internazionale dell’economia del mare" che rappresenta tutti i settori legati all’economia del mare: dalla nautica alla portualità turistica e commerciale, dalla pesca al turismo, fino all'editoria, alla musica e all'agroalimentare.

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