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Martedì, 31 Agosto 2010 11:31

Isola di Ponza

 

Ponza, una delle isole più belle del Mediterraneo. A cinquanta chilometri dal litorale del basso Lazio, situata nel golfo di Gaeta, è la principale dell'arcipelago Ponziano, di origine vulcanica, costituito da altre cinque isole, quella di Zannone, quella di GaviPalmarola, e quelle di VentoteneSanto Stefano. Apprezzata per la sua bellezza fin dai tempi dei romani, Ponza è oggi ambita meta turistica per la bellezza del suo mare, per le sue straordinarie coste frastagliate e per la rigogliosa vegetazione del suo entroterra.
VENERDI SERA A PONZA
È posto ad anfiteatro il borgo di Ponza. Sono il bianco ed i colori delle facciate delle sue case e la cupola della parrocchia dei SS. Silverio, patrono dell’isola, e Domitilla a dominare la scena all’approdo. Ai traghetti che giungono dalle località del litorale laziale, nel porticciolo si uniscono i motoscafi e le tante barche tinta pastello.
Cena a due passi dal mare, in uno dei tanti ristoranti del borgo, magari con un piatto di spaghetti con bottarga di pesce spada da accompagnare con un buon vino bianco locale. Passeggiata serale con vista sul Tirreno, tra le luci del lungomare.
SABATO LA VISITA DEL BORGO
È l’orizzonte a rapire il primo sguardo della giornata, interrotto dal profilo delle altre isole dell’arcipelago. È la discreta vivacità del borgo ad animare la mattinata, che si apre con una passeggiata al porticciolo, poi tra le case colorate, gli edifici storici ed il reticolo di vicoli dell’interno che salgono verso la zona alta dell’abitato.
I dolci saliscendi svelano, ad ogni angolo, un susseguirsi di nuovi inaspettati scenari del capoluogo, nell’isola che fu antico dominio romano, teatro di occupazioni e scorrerie di saraceni e turchi, e, vista l’ubicazione geografica, spesso luogo di segregazione, anche nel Novecento quando i fascisti vi relegarono i loro oppositori.
Cuore religioso del borgo è la parrocchiale dedicata a San Silverio e Santa Domitilla, che custodisce la statua del santo, celebrato nel mese di giugno con manifestazioni e festeggiamenti.
E dopo la visita si ammirano splendidi, gli scorci che la costa orientale dell’isola propone dai vari affacci sul mare del capoluogo. La vista corre fino all’isola di Zannone, la più settentrionale dell’arcipelago, dal 1981 inserita nell’area del parco nazionale del Circeo. Disabitata per mancanza d’acqua dolce, vi restano ormai solo le rovine dell’antico convento di S. Benedetto.
Pranzo con un antipasto di mare, per proseguire con uno dei piatti tipici ponziani, la spigola all’acqua pazza e, per chiudere, un fresco sorbetto al limone. Dose di calorie adeguata ad affrontare un pomeriggio alla scoperta dell’entroterra.
VERSO IL MONTE GUARDIA
La fitta rete di sentieri che si inerpicano del cuore dell’isola consentono di apprezzare al meglio la flora e la fauna di questo piccolo paradiso nel cuore del Tirreno. Imperdibile meta escursionistica della zona sud è sicuramente il Monte Guardia, la cui cima, a 280 metri d’altitudine, è il punto più alto. Lasciate le case bianche dell’abitato il sentiero prosegue tra macchia mediterranea, profumi intensi e viste mozzafiato.
Lungo il percorso che porta alla cima vi sono i resti dell’antica necropoli di Bagno Vecchio e la bella chiesetta della Madonna della Civita. Al Monte Guardia non resta che godersi lo splendido panorama. Poi ritorno a Ponza per la cena. Una bella grigliata da accompagnare con un fresco vino bianco laziale aiuta a dimenticare le fatiche dell’escursione del pomeriggio ma non a cancellare il ricordo degli splendidi scenari naturali ammirati.
DOMENICA, GITA IN BARCA
Domenica in mare per godersi gli angoli più belli della costa che solo una gita in barca consente di scoprire. Si parte dal porticciolo e si inizia a costeggiare il lato orientale. Alla piccola frazione di Santa Maria, antico porto romano, succedono le Grotte Azzurre, lo scoglio di Caciocavallo e la bella spiaggia di Frontone.
Poi la baia del Fortino, la Piana Bianca che si accende di un bianco lucente con il cielo sereno. Si prosegue poi alla volta della Spiaggia del Core, che prende il nome da una roccia a forma di cuore ferito, fino a giungere all’Arco del Parroco, il faraglione all’ombra del quale ci si deve assolutamente concedere un bagno, tra acque cristalline e scorci mozzafiato.
Si riparte quindi alla volta di Cala d’Inferno, nei pressi della frazione Le Forna, ed all’Arco Naturale o Spaccapurpo, poi la Spiaggia dello Schiavone. L’estremità settentrionale dell’isola è divisa dalla vicina isola di Gavi, sperone roccioso con il punto più alto di 96 metri, da un canale di 130 metri di larghezza. Incantevoli poi le acque della spiaggetta di Cala Felce.
Pranzo veloce con un panino con vista sulle acque trasparenti, prima di ripartire alla volta del sud dell’isola, alla scoperta di altri angoli incantevoli, tra scogliere e vegetazione mediterranea.
Cala Fonte, Cala Cecata, Cala CavonePunta del Papa caratterizzano il primo tratto di percorso sulla costa occidentale.
Verso ovest è l’isola di Palmarola a rubare la scena, incantevole riserva naturale. Proseguendo lungo il litorale ponziano ecco gli incantevoli scorci regalati dalle rocce sul mare degli Scogli di Capo Bosco, dai Faraglioni di Lucia Rosa e dallo Scoglio dello Spumante.
Autentico scenario da film quello di Capo Bianco, roccia tufacea caratterizzata da grotte ed insenature, che Federico Fellini scelse per alcune scene del suo “Satyricon”. Bella anche la Grotta della Maga Circe che annuncia l’arrivo allo straordinario ed imponente anfiteatro di Chiaia di Luna, la più famosa spiaggia dell’isola, sovrastata da una falesia a picco sul mare che raggiungono i 100 metri d’altezza. Poi Faro e Punta della Guardia, il Bagno Vecchio, i Faraglioni del Calzone Muto e la Punta ed i Faraglioni della Madonna.
Ritorniamo a Ponza mentre il sole del tardo pomeriggio regala a quest’angolo di Mediterraneo i colori migliori del giorno. Dopo il tripudio di natura e colori, acque azzurre ed intensi profumi è ancora il sapore del pesce ad allietare l’ultimo pasto nel cuore di uno degli arcipelaghi più belli del mondo. Un buon piatto di penne alla ricciola, un assaggio di seppie alle erbe, con spinaci e mandorle, o una sostanziosa zuppa di pesce sono le appetitose alternative da godersi in uno dei ristoranti a due passi dal mare. Dolce goloso finale con la pastiera, mentre l’ultimo frammento del weekend naufraga nello splendido mare delle Ponziane sulle quali scende la notte.

 

Pubblicato in Isole Pontine
Martedì, 31 Agosto 2010 15:30

Isola di Ventotene

È un’isola piccola, assoluta e lenta. Assoluto il suo mare, il suo azzurro intenso, ma assoluta anche la sua terra, i suoi frutti.Poco più di 2 chilometri di terra vulcanica, attraversata da una storia lunga 2.000 anni, appare come la sagoma di una balena vista da lontano, circondata da mare e puntellata dai colori tenui delle case basse.Ventotene regala emozioni profonde, e in ogni stagione offre la massima espressione di quello che è un’isola del Mediterraneo. Gli inverni silenziosi, sottolineati dal vento e dal rumore dei passi dei suoi pochi abitanti. La primavera che esplode improvvisa, svelando in mezzo ad una terra essenziale profumi e colori intensi, da vivere con tutti i sensi all’erta. Estati assolate, con il mare protagonista sopra e sotto, con fondali tra i più belli del Mediterraneo accessibili anche solo per una nuotata, le poche spiagge, le scogliere fragili in continuo mutamento.

Una vita isolana fatta di ritmi lenti, di incontri rituali al bar, in piazza, al porto, di chiacchiere sotto le pergole delle case di campagna, un’isola dove ognuno può trovare il suo angolo preferito. Le notti sono davvero stellate, tutte da vivere nei piccoli e mai eccessivi locali dell’isola, o passeggiando alla scoperta di angoli silenziosi, ma soprattutto nella libertà di ciascuno di inventare notti magiche.

Il passaggio tra l’estate e l’autunno avviene attraverso la festa più bella, quella di Santa Candida patrona dell’isola. La stagione è mite, dopo l’estate tutto si ricompone, le giornate ancora tiepide e piene di ricordi offrono un prolungamento di stagione da sfruttare fino un fondo.

L’isola di Santo Stefano

Nel corso di una visita a Ventotene è impossibile non notare l’isolotto di Santo Stefano. La sua sagoma imponente, coronata dalla struttura del carcere borbonico, diventa subito lo sfondo familiare di un bagno a Cala Nave oppure di una passeggiata al porto. La nascita delle due isole, ci spiegano i geologi, dovette avvenire all’incirca nello stesso periodo in seguito a eruzioni vulcaniche. Sul basamento di roccia lavica che emerse dall’acqua i millenni portarono all’accumulo di altro materiale vulcanico, più leggero e friabile.

Scarsamente frequentato in epoca romana, che ha lasciato solo la piscina della Vasca di Giulia e pochi resti di muratura, l’isola fu rifugio di eremiti e poi divenne un’appendice agricola della vicina Ventotene.

La forma di Santo Stefano è grosso modo circolare, con uno sviluppo delle coste che sfiora i due chilometri mentre la superficie non supera i 29 ettari e la massima altezza sul livello del mare è di 84 metri. La presenza di scogliere tutto attorno a Santo Stefano ha sempre reso difficile l’approdo per la mancanza di un punto riparato.

ventotene


Ventotene: come arrivare

Per raggiungere l’isola di Ventotene l’imbarco è al porto di Formia, a circa un’ora circa di treno sia da Roma sia da Napoli. In entrambi i casi si può anche usare la macchina e parcheggiare a Formia in zone gratuite o a pagamento. Poi, per mare: Laziomar propone servizio traghetto e aliscafo, per il primo se si vuole imbarcare il mezzo è meglio prenotare con buon anticipo. C’è poi la compagnia di navigazione Snav che nella sola stagione estiva effettua il servizio aliscafo da Napoli a Ventotene.

Informandosi per ogni singolo caso, e periodo, possiamo trovare anche alberghi che forniscono un “servizio trasporti” per i propri clienti. Da sapere, prima di decidere se auto o treno e se portarsi la macchina sull’isola, che una volta sbarcati la circolazione è consentita solo un’ora dopo l’arrivo di traghetti e aliscafi, per preservare la tranquillità dell’isola.

 



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Martedì, 31 Agosto 2010 10:10

Isola di Palmarola

Considerata una delle isole più belle del mondo, Palmarola, isola d’origine vulcanica del Mar Tirreno, attira ogni anno migliaia di turisti italiani e non, per via del mare cristallino, delle coste scolpite dal vento e per le rocce e le grotte che ne fanno un paesaggio naturale unico al mondo.

D’origine vulcanica, Palmarola si estende su un territorio di appena 1,3 kmq e le sue coste sono ricche di grotte ed insenature da visitare. Tra i più famosi esempi di bellezza naturale dell’isola troviamo la Cattedrale, roccia che riproduce una cattedrale gotica nella forma e nelle dimensioni. Anche Le Galere costituiscono uno scenario unico nel loro genere: gli scogli “macchiati” con ossidiana, vetro lavico di colore nero brillante, presentano uno spettacolo che nessun’altra isola del Tirreno può vantare.
Da visitare in barca la Grotta del Gatto: sito di interesse geologico con infiltrazioni d’acqua dolce, in cui si possono ammirare le colate laviche in contrasto con il colore chiaro della roccia.

L’isola ha subito varie trasformazioni dovute alle correnti e all’acqua marina e questo ha fatto sì che il territorio mantenesse il suo stato selvaggio, al riparo dall’intervento dell’uomo visibile solo nella zona del porto. È proprio qui che è possibile pernottare in una delle case-grotta, costruzioni antichissime tipiche dell’isola.

Pubblicato in Isole Pontine
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